Annunciazioni di Beato Angelico (1395ca-1455)

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Beato Angelico, 1430-1432, tempera su legno, 154x194 cm, Museo Del Prado, Madrid.

Beato Angelico, 1430-1432, tempera su legno, 154x194 cm, Museo Del Prado, Madrid.

L’episodio è svolto secondo lo schema compositivo più classico e diffuso nelle Annunciazioni, trasversale a tutta la storia dell’arte cristiana: ritrae il mistero dell’Angelica Confabulatione tra l’Angelo entrante, a questo punto già entrato in scena da sinistra, al cospetto di Maria posta invece sulla destra. L’architettura entro cui le figure sono collocate riporta al Vangelo di Luca che lo ambienta nella casa della vergine:

Entrando da lei disse: “Ti saluto, o piena di grazia, Il Signore è con te”. (Luca, 1, 28)

Il porticato, ambientazione tipica per Annunciazione nella pittura italiana del Rinascimento (le colonne hanno significato di collegamento tra terra e cielo, assimilabili in questo senso all’Albero della Vita), delimita lo spazio scenico principale e apre sull’interno lasciando intravedere uno scorcio domestico, segno dell’umiltà di Maria: una stanza dalle pareti chiare alle quali sono addossati dei mobili, in particolare una panca, illuminata da una piccola finestra.

La tradizione teologica suddivide il colloquio tra l’Angelo e la Vergine in 5 momenti successivi, corrispondenti ai diversi stati d’animo di Maria:

inizialmente Maria è turbata (Conturbatione) non tanto per l’apparizione dell’angelo (sulla scorta dei vangeli apocrifi i vari commentatori sono soliti sottolineare come lei fosse abituata alle apparizioni angeliche) quanto per il saluto in sé, che non comprende. Dopo aver ascoltato l’annuncio, Maria ci pensa un po’ sopra (Cogitatione) e rimanendo perplessa chiede all’angelo (Interrogatione) come questo possa avvenire visto che non conosce uomo. Alla risposta dell’angelo subentra l’accettazione dell’annuncio da parte di Maria, che si definisce serva di Dio (Humiliatione). L’episodio si conclude dopo la partenza dell’angelo con il momento del concepimento vero e proprio, che corrisponde per Maria allo stato d’animo della grazia (Meritazione).

Qui Maria è ritratta in Humiliatione: dopo “le spiegazioni” dell’arcangelo Gabriele, accetta l’annuncio e, colta nell’atteggiamento di dire qualcosa, si definisce appunto serva, mentre Gabriele ha tutta l’aria di starla a sentire (le mani che entrambi i personaggi tengono incrociate sul petto indicano il reciproco accoglimento, l’una delle parole dell’altro).

Il raggio di luce che proviene dall’angolo in alto a sinistra dalla mano di Dio, percorso dalla colomba e puntato su Maria, raffigura la discesa dello Spirito Santo su di lei (l’Annunciazione è considerata la Pentecoste di Maria). La figura di Dio come in altri casi appare anche nel bassorilievo tra i due archi del portico.

La Cacciata dal Paradiso che fa da controscena sull’estrema sinistra pone Maria come nuova Eva, alludendo all’incarnazione di Cristo e alla sua successiva morte sulla croce in funzione di espiare il “peccato del mondo”.

Il libro sulle ginocchia della Vergine ricorda la profezia di Isaia:

Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele. (Isaia 7,14)

Nella patristica mariana, inoltre, la Vergine è spesso associata all’immagine del libro, definita come Liber Generationis Christi (Ernesto di Praga), Liber Dei manu scriptus (Efrem il Siro), eccetera. É considerata libro mistico, che ha presentato alla conoscenza degli uomini la parola di Dio.

L’uccello posato sul tirante dell’arco colloca temporalmente l’episodio in primavera (l’Annunciazione è convenzionalmente fissata il 25 marzo, nove mesi esatti a Natale). È probabilmente una rondine, legata nell’immaginario popolare alla figura della Madonna e del Cristo.

Beato Angelico, 1430 ca., pannello, 195x158 cm, Chiesa di S. Maria delle Grazie, S. Giovanni in Valdarno.

Beato Angelico, 1430 ca., pannello, 195x158 cm, Chiesa di S. Maria delle Grazie, S. Giovanni in Valdarno.

Humiliatione.

Beato Angelico, 1433-1434, tempera su legno, 150x180 cm, Museo Diocesano, Cortona.

Beato Angelico, 1433-1434, tempera su legno, 150x180 cm, Museo Diocesano, Cortona.

Indicando Maria e in alto al cielo, la battuta dell’Angelo è riportata nella scritta in caratteri dorati che proviene dalla sua bocca; l’Ecce ancilla Domini di Maria è invece scritto al contrario (capovolto, come d’uso) per essere letto da Dio.

Beato Angelico, 1440-41, affresco, 190x164, Convento di S. Marco, Firenze.

Beato Angelico, 1440-41, affresco, 190x164, Convento di S. Marco, Firenze.

La scena è ambientata questa volta in un interno (in un ambiente del convento stesso), sotto gli occhi di un monaco domenicano. Presenta la variante diffusa della Vergine inginocchiata.

Sempre Humiliatione, come sopra.

Beato Angelico, 1450 ca., tempera su legno, 38,5x37 cm, Museo S. Marco, Firenze.

Beato Angelico, 1450 ca., tempera su legno, 38,5x37 cm, Museo S. Marco, Firenze.

Variante all’aperto: l’architettura si apre sul fondo su un giardino, il cosiddetto Hortus Conclusus, a simboleggiare la verginità di Maria nel concepimento e nel parto.

Presente anche qui lo Spirito Santo sotto forma di colomba tra le punte dei salici.

L’Angelo indica al cielo e le scritte ai margini superiore e inferiore riportano rispettivamente la profezia di Isaia (notare come non sia presente il libro in mano alla Vergine: qui sarebbe stato elemento ridondante, proprio a causa della scritta), e l’annuncio dell’Angelo.

Probabile Cogitatione.

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