Stereotipie

by

di giuliomozzi

L’annuncio a Maria della futura nascita di Gesù, raccontata nel Vangelo di Luca, non è l’unica annunciazione della Bibbia. Anzi, è evidente che Luca ha costruita la scena tenendo ben presenti le più antiche narrazioni bibliche, relative alla nascita di Ismaele (il primo figlio di Abramo, avuto dalla schiava Agar), Isacco (il figlio di Abramo e di sua moglie Sara) e Sansone (l’eroe della lotta contro i Filistei).

Secondo il biblista Raymond E. Brown (La nascita del Messia, Cittadella Editrice 2002, tr. Giampaolo Natalini e Alberto Marinetti) si può parlare addirittura di “narrazioni stereotipate”, ossia riprodotte secondo un modello fisso. Il modello, nell’analisi di Brown (pp. 198 sgg), prevede cinque “momenti”, uno dei quali – il vero e proprio “messaggio” – composto di otto parti:

1. L’apparizione di un angelo del Signore (o apparizione del Signore).
2. Paura o prostrazione di colui che riceve la visione di fronte alla presenza del soprannaturale.
3. Il messaggio divino:
a. Colui che riceve la visione è chiamato per nome
b. Una frase che definisce e descrive colui che riceve la visione
c. Ci si affretta a rassicurare colui che riceve la visione
d. Una donna è incinta o è in procinto di esserlo
e. Essa partorirà un figlio (maschio)
f. Il nome che verrà imposto al bambino
g. Un’etimologia che interpreta il nome
h. Le imprese future del bambino
4. Un’obiezione da parte di colui che riceve la visione riguardo al modo in cui ciò può avvenire, oppure la richiesta di un segno
5. La concessione di un segno per rassicurare colui che riceve la visione

Chi volesse divertirsi a rintracciare nei racconti biblici di annunciazione i cinque momenti e le otto parti del terzo momento, può leggere qui di séguito.

Genesi, 1. Concepimento e annunciazione di Ismaele

[1] Sarai, moglie di Abram, non gli aveva dato figli. Avendo però una schiava egiziana chiamata Agar, [2] Sarai disse ad Abram: «Ecco, il Signore mi ha impedito di aver prole; unisciti alla mia schiava: forse da lei potrò avere figli». Abram ascoltò la voce di Sarai.
[3] Così, al termine di dieci anni da quando Abram abitava nel paese di Cànaan, Sarai, moglie di Abram, prese Agar l’egiziana, sua schiava e la diede in moglie ad Abram, suo marito. [4] Egli si unì ad Agar, che restò incinta. Ma, quando essa si accorse di essere incinta, la sua padrona non contò più nulla per lei.
[5] Allora Sarai disse ad Abram: «L’offesa a me fatta ricada su di te! Io ti ho dato in braccio la mia schiava, ma da quando si è accorta d’essere incinta, io non conto più niente per lei. Il Signore sia giudice tra me e te!».
[6] Abram disse a Sarai: «Ecco, la tua schiava è in tuo potere: falle ciò che ti pare». Sarai allora la maltrattò tanto che quella si allontanò.

L'arcangelo Michele con Agar e Ismaele nel deserto

Simone Cantarini (Pesaro, 1612 – Verona, 1648): L'arcangelo Michele con Agar e Ismaele nel deserto

[7] La trovò l’angelo del Signore presso una sorgente d’acqua nel deserto, la sorgente sulla strada di Sur, [8] e le disse: «Agar, schiava di Sarai, da dove vieni e dove vai?». Rispose: «Vado lontano dalla mia padrona Sarai». [9] Le disse l’angelo del Signore: «Ritorna dalla tua padrona e restale sottomessa». [10] Le disse ancora l’angelo del Signore: «Moltiplicherò la tua discendenza e non si potrà contarla per la sua moltitudine».
[11] Soggiunse poi l’angelo del Signore:
«Ecco, sei incinta:
partorirai un figlio
e lo chiamerai Ismaele,
perché il Signore ha ascoltato la tua afflizione.
[12] Egli sarà come un ònagro;
la sua mano sarà contro tutti
e la mano di tutti contro di lui
e abiterà di fronte a tutti i suoi fratelli».
[13] Agar chiamò il Signore, che le aveva parlato: «Tu sei il Dio della visione», perché diceva: «Qui dunque sono riuscita ancora a vedere, dopo la mia visione?». [14] Per questo il pozzo si chiamò Pozzo di Lacai-Roi; è appunto quello che si trova tra Kades e Bered.
[15] Agar partorì ad Abram un figlio e Abram chiamò Ismaele il figlio che Agar gli aveva partorito.
[16] Abram aveva ottantasei anni quando Agar gli partorì Ismaele.

Genesi, 17. Istituzione della circoncisione e annunciazione della discendenza di Abramo

[1] Quando Abram ebbe novantanove anni, il Signore gli apparve e gli disse:
«Io sono Dio onnipotente:
cammina davanti a me
e sii integro.
[2] Porrò la mia alleanza
tra me e te
e ti renderò numeroso
molto, molto».
[3] Subito Abram si prostrò con il viso a terra e Dio parlò con lui:
[4] «Eccomi:
la mia alleanza è con te
e sarai padre
di una moltitudine di popoli.
[5] Non ti chiamerai più Abram
ma ti chiamerai Abraham
perché padre di una moltitudine
di popoli ti renderò.
[6] E ti renderò molto, molto fecondo; ti farò diventare nazioni e da te nasceranno dei re. [7] Stabilirò la mia alleanza con te e con la tua discendenza dopo di te di generazione in generazione, come alleanza perenne, per essere il Dio tuo e della tua discendenza dopo di te. [8] Darò a te e alla tua discendenza dopo di te il paese dove sei straniero, tutto il paese di Cànaan in possesso perenne; sarò il vostro Dio».
[9] Disse Dio ad Abramo: «Da parte tua devi osservare la mia alleanza, tu e la tua discendenza dopo di te di generazione in generazione. [10] Questa è la mia alleanza che dovete osservare, alleanza tra me e voi e la tua discendenza dopo di te: sia circonciso tra di voi ogni maschio. [11] Vi lascerete circoncidere la carne del vostro membro e ciò sarà il segno dell’alleanza tra me e voi. [12] Quando avrà otto giorni, sarà circonciso tra di voi ogni maschio di generazione in generazione, tanto quello nato in casa come quello comperato con denaro da qualunque straniero che non sia della tua stirpe. [13] Deve essere circonciso chi è nato in casa e chi viene comperato con denaro; così la mia alleanza sussisterà nella vostra carne come alleanza perenne. [14] Il maschio non circonciso, di cui cioè non sarà stata circoncisa la carne del membro, sia eliminato dal suo popolo: ha violato la mia alleanza».
[15] Dio aggiunse ad Abramo: «Quanto a Sarai tua moglie, non la chiamerai più Sarai, ma Sara. [16] Io la benedirò e anche da lei ti darò un figlio; la benedirò e diventerà nazioni e re di popoli nasceranno da lei».
[17] Allora Abramo si prostrò con la faccia a terra e rise e pensò: «Ad uno di cento anni può nascere un figlio? E Sara all’età di novanta anni potrà partorire?».
[18] Abramo disse a Dio: «Se almeno Ismaele potesse vivere davanti a te!».
[19] E Dio disse: «No, Sara, tua moglie, ti partorirà un figlio e lo chiamerai Isacco. Io stabilirò la mia alleanza con lui come alleanza perenne, per essere il Dio suo e della sua discendenza dopo di lui.
[20] Anche riguardo a Ismaele io ti ho esaudito: ecco, io lo benedico e lo renderò fecondo e molto, molto numeroso: dodici principi egli genererà e di lui farò una grande nazione. [21] Ma stabilirò la mia alleanza con Isacco, che Sara ti partorirà a questa data l’anno venturo».
[22] Dio terminò così di parlare con lui e, salendo in alto, lasciò Abramo.
[23] Allora Abramo prese Ismaele suo figlio e tutti i nati nella sua casa e tutti quelli comperati con il suo denaro, tutti i maschi appartenenti al personale della casa di Abramo, e circoncise la carne del loro membro in quello stesso giorno, come Dio gli aveva detto. [24] Ora Abramo aveva novantanove anni, quando si fece circoncidere la carne del membro. [25] Ismaele suo figlio aveva tredici anni quando gli fu circoncisa la carne del membro. [26] In quello stesso giorno furono circoncisi Abramo e Ismaele suo figlio. [27] E tutti gli uomini della sua casa, i nati in casa e i comperati con denaro dagli stranieri, furono circoncisi con lui.

Genesi, 18. Annunciazione della nascita di Isacco

[1] Poi il Signore apparve a lui alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all’ingresso della tenda nell’ora più calda del giorno.

Andrej Rublev, circa 1200-1230. L'icona rappresenta l'apparizione del Signore ad Abramo, nella forma di tre uomini, presso la quercia di Mamre. Tale apparizione è interpretata in modo da costituire una prefigurazione della Trinità.

Andrej Rublev, circa 1200-1230. L'icona rappresenta l'apparizione del Signore ad Abramo, nella forma di tre uomini, presso la quercia di Mamre. Tale apparizione è interpretata in modo da costituire una prefigurazione della Trinità.

[2] Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li vide, corse loro incontro dall’ingresso della tenda e si prostrò fino a terra, [3] dicendo: «Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passar oltre senza fermarti dal tuo servo. [4] Si vada a prendere un pò di acqua, lavatevi i piedi e accomodatevi sotto l’albero. [5] Permettete che vada a prendere un boccone di pane e rinfrancatevi il cuore; dopo, potrete proseguire, perché è ben per questo che voi siete passati dal vostro servo».
Quelli dissero: «Fà pure come hai detto».
[6] Allora Abramo andò in fretta nella tenda, da Sara, e disse: «Presto, tre staia di fior di farina, impastala e fanne focacce». [7] All’armento corse lui stesso, Abramo, prese un vitello tenero e buono e lo diede al servo, che si affrettò a prepararlo. [8] Prese latte acido e latte fresco insieme con il vitello, che aveva preparato, e li porse a loro. Così, mentr’egli stava in piedi presso di loro sotto l’albero, quelli mangiarono.
[9] Poi gli dissero: «Dov’è Sara, tua moglie?». Rispose: «È là nella tenda».
[10] Il Signore riprese: «Tornerò da te fra un anno a questa data e allora Sara, tua moglie, avrà un figlio». Intanto Sara stava ad ascoltare all’ingresso della tenda ed era dietro di lui.
[11] Abramo e Sara erano vecchi, avanti negli anni; era cessato a Sara ciò che avviene regolarmente alle donne. [12] Allora Sara rise dentro di sé e disse: «Avvizzita come sono dovrei provare il piacere, mentre il mio signore è vecchio!».
[13] Ma il Signore disse ad Abramo: «Perché Sara ha riso dicendo: Potrò davvero partorire, mentre sono vecchia? [14] C’è forse qualche cosa impossibile per il Signore? Al tempo fissato tornerò da te alla stessa data e Sara avrà un figlio».
[15] Allora Sara negò: «Non ho riso!», perché aveva paura; ma quegli disse: «Sì, hai proprio riso».
[16] Quegli uomini si alzarono e andarono a contemplare Sòdoma dall’alto, mentre Abramo li accompagnava per congedarli.

[Per una lettura analitica dell’icona di Rublev: qui]

Giudici, 13. Annunciazione della nascita di Sansone

[1] Gli Israeliti tornarono a fare quello che è male agli occhi del Signore e il Signore li mise nelle mani dei Filistei per quarant’anni.
[2] C’era allora un uomo di Zorea di una famiglia dei Daniti, chiamato Manoach; sua moglie era sterile e non aveva mai partorito.
[3] L’angelo del Signore apparve a questa donna e le disse: «Ecco, tu sei sterile e non hai avuto figli, ma concepirai e partorirai un figlio. [4] Ora guardati dal bere vino o bevanda inebriante e dal mangiare nulla d’immondo. [5] Poiché ecco, tu concepirai e partorirai un figlio, sulla cui testa non passerà rasoio, perché il fanciullo sarà un nazireo consacrato a Dio fin dal seno materno; egli comincerà a liberare Israele dalle mani dei Filistei».
[6] La donna andò a dire al marito: «Un uomo di Dio è venuto da me; aveva l’aspetto di un angelo di Dio, un aspetto terribile. Io non gli ho domandato da dove veniva ed egli non mi ha rivelato il suo nome, [7] ma mi ha detto: Ecco tu concepirai e partorirai un figlio; ora non bere vino né bevanda inebriante e non mangiare nulla d’immondo, perché il fanciullo sarà un nazireo di Dio dal seno materno fino al giorno della sua morte».
[8] Allora Manoach pregò il Signore e disse: «Signore, l’uomo di Dio mandato da te venga di nuovo da noi e c’insegni quello che dobbiamo fare per il nascituro».
[9] Dio ascoltò la preghiera di Manoach e l’angelo di Dio tornò ancora dalla donna, mentre stava nel campo; ma Manoach suo marito non era con lei.
[10] La donna corse in fretta ad informare il marito e gli disse: «Ecco, mi è apparso quell’uomo che venne da me l’altro giorno».
[11] Manoach si alzò, seguì la moglie e giunto a quell’uomo gli disse: «Sei tu l’uomo che hai parlato a questa donna?». Quegli rispose: «Sono io».

Manoach e la moglie difronte all'angelo.

Manoach e la moglie difronte all'angelo.


[12] Manoach gli disse: «Quando la tua parola si sarà avverata, quale sarà la norma da seguire per il bambino e che si dovrà fare per lui?».
[13] L’angelo del Signore rispose a Manoach: «Si astenga la donna da quanto le ho detto. [14] Non mangi nessun prodotto della vigna, né beva vino o bevanda inebriante e non mangi nulla d’immondo; osservi quanto le ho comandato».
[15] Manoach disse all’angelo del Signore: «Permettici di trattenerti e di prepararti un capretto!».
[16] L’angelo del Signore rispose a Manoach: «Anche se tu mi trattenessi, non mangerei il tuo cibo; ma se vuoi fare un olocausto, offrilo al Signore». Manoach non sapeva che quello fosse l’angelo del Signore.
[17] Poi Manoach disse all’angelo del Signore: «Come ti chiami, perché quando si saranno avverate le tue parole, noi ti rendiamo onore?».
[18] L’angelo del Signore gli rispose: «Perché mi chiedi il nome? Esso è misterioso».
[19] Manoach prese il capretto e l’offerta e li bruciò sulla pietra al Signore, che opera cose misteriose. Mentre Manoach e la moglie stavano guardando, [20] mentre la fiamma saliva dall’altare al cielo, l’angelo del Signore salì con la fiamma dell’altare. Manoach e la moglie, che stavano guardando, si gettarono allora con la faccia a terra [21] e l’angelo del Signore non apparve più né a Manoach né alla moglie. Allora Manoach comprese che quello era l’angelo del Signore.
[22] Manoach disse alla moglie: «Noi moriremo certamente, perché abbiamo visto Dio».
[23] Ma sua moglie gli disse: «Se il Signore avesse voluto farci morire, non avrebbe accettato dalle nostre mani l’olocausto e l’offerta; non ci avrebbe mostrato tutte queste cose né ci avrebbe fatto udire proprio ora cose come queste».
[24] Poi la donna partorì un figlio che chiamò Sansone. Il bambino crebbe e il Signore lo benedisse.
[25] Lo spirito del Signore cominciò a investirlo quando era a Macane-Dan, fra Zorea ed Estaol.

[fonte dell’immagine dell’apparizione dell’angelo a Manoach e sua moglie: qui]

Vangelo di Luca, 1. Annunciazione della nascita di Giovanni Battista

[5] Al tempo di Erode, re della Giudea, c’era un sacerdote chiamato Zaccaria, della classe di Abìa, e aveva in moglie una discendente di Aronne chiamata Elisabetta. [6] Erano giusti davanti a Dio, osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. [7] Ma non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni.
[8] Mentre Zaccaria officiava davanti al Signore nel turno della sua classe, [9] secondo l’usanza del servizio sacerdotale, gli toccò in sorte di entrare nel tempio per fare l’offerta dell’incenso.
[10] Tutta l’assemblea del popolo pregava fuori nell’ora dell’incenso.
[11] Allora gli apparve un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso. [12] Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. [13] Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, che chiamerai Giovanni. [14] Avrai gioia ed esultanza e molti si rallegreranno della sua nascita, [15] poiché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre [16] e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. [17] Gli camminerà innanzi con lo spirito e la forza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto».
[18] Zaccaria disse all’angelo: «Come posso conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanzata negli anni».
[19] L’angelo gli rispose: «Io sono Gabriele che sto al cospetto di Dio e sono stato mandato a portarti questo lieto annunzio. [20] Ed ecco, sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, le quali si adempiranno a loro tempo».

Domenico Ghirlandaio, L'angelo appare a Zaccaria nel tempio. Cappella Tornabuoni di Santa Maria Maggiore in Firenze. Affreschi eseguiti tra il 1485 e il 1490.

Domenico Ghirlandaio, L'angelo appare a Zaccaria nel tempio. Cappella Tornabuoni di Santa Maria Maggiore in Firenze. Affreschi eseguiti tra il 1485 e il 1490.


[21] Intanto il popolo stava in attesa di Zaccaria, e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio. [22] Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto.
[23] Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa.
[24] Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva: [25] «Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna tra gli uomini».

Vangelo di Luca, 1. Annunciazione della nascita di Gesù

[26] Nel sesto mese [cioè sei mesi dopo l’annuncio a Elisabetta], l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, [27] a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.
[28] Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te».
[29] A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto.
[30] L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. [31] Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. [32] Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre [33] e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
[34] Allora Maria disse all’angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo».
[35] Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio.
[36] Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: [37] nulla è impossibile a Dio».
[38] Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l’angelo partì da lei.

Vangelo di Matteo, 1. Il concepimento di Gesù e il sogno di Giuseppe

[18] Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo.
[19] Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. [20] Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. [21] Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati”.

Rembrandt (1606-1669), Mentre Giuseppe e Maria dormono, l'angelo appare in sogno a Giuseppe.

Rembrandt (1606-1669), Mentre Giuseppe e Maria dormono, l'angelo appare in sogno a Giuseppe.

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