Da che parte si entra?

by

di giuliomozzi
con Lucia De Angeli

Immaginiamo di dover dipingere un’Annunciazione. Sappiamo che tra i vari elementi standard di questa scena c’è il raggio di luce. Sappiamo che il raggio di luce indica il “passaggio” di qualcosa. Si tratta di uno standard ancora validissimo, basti guardare il gesto magico tipico nei cartoni animati (ad esempio quelli delle Winx): il mago o la maga protende le braccia, piega le mani in su o in giù per mostrare le palme all’oggetto che deve subire la magia, e dalle palme parte (producendo di solito un suono tipo brvzzaapz o zrvbraapz) un raggio luminoso.

Winx. Immagine dalla sigla.

Winx. Immagine dalla sigla.

In altri casi il raggio parte non dal palmo ma dal dito puntato. In altri casi ancora (specie nelle lotte) il mago o la maga mette le mani a coppa, nella coppa si forma una palla o un vortice luminoso, e questo poi viene scagliato contro l’avversario.

Winx. Immagine dalla sigla.

Winx. Immagine dalla sigla.

Nelle Annunciazioni, ciò che “passa” attraverso il raggio luminoso è – c’è poco da fare – la fecondazione. La questione è importante. Sia dal punto di vista iconografico, perché ovviamente se qualcosa avviene in una scena, l’artista ha bisogno di qualcosa di visibile per far vedere che questa cosa avviene; e se si rappresenta un qualcosa che avviene, non si può fare a meno di rappresentarlo in un modo determinato. Per di più, come ricordano Pelaja e Scaraffia nel recente Due in una carne, l’annunciazione è sempre stata sentita come “un miracolo che deve avere anche degli aspetti naturali e quindi deve essere spiegato in base alle conoscenze scientifiche disponibili sulla generazione umana” [1]

Ma un raggio luminoso che si posa su una persona (o una pioggia luminosa, o una luminescenza…) può significare anche (e significa nella maggior parte dei casi) qualcosa di meno di e qualcosa di diverso da una fecondazione, ad esempio una benedizione, o un’intuizione del divino. Non per nulla si usa la parola “illuminazione”. Ad esempio, nel film The Blues Brothers di John Landis:

E c’è poi raggio e raggio: un conto è un raggio tipo laser, che va a posarsi su un punto determinato del corpo di chi riceve l’intervento divino, indicando che il dio sta intervendo proprio in quel punto e non in un altro; e un altro conto sono le luminescenze vaghe, i raggi che si aprono a illuminare tutta la scena, o la pioggia d’oro (della quale abbiamo già parlato) che va a ricoprire tutto il corpo senza distinzioni.

Ci sono innanzitutto annunciazioni che, possiamo dire, non lasciano spazio ai dubbi. Ad esempio, quella che Nicolas de Verdun fabbricò nel 1181 per la chiesa abbaziale di Klosterneuburg, in Austria, mostra l’angelo Gabriele che feconda Maria attraverso gli occhi, con un gesto che oggi potremmo attribuire a un ipnotizzatore:

Nicolas de Verdun, 1881. Klosterneuburg, Austria.

Nicolas de Verdun, 1881. Klosterneuburg, Austria.

Non possiamo non ricordare, seppure al volo, che all’epoca di Nicolas circolava in Europa tutta una teoria fisiologica sugli “spiriti” o “spiritelli” che, viaggiando su e giù per il corpo, lo facevano funzionare. Sono legate a questa teoria tutte quelle immagini, frequentissime ad esempio nella poesia stilnovista, nelle quali vediamo “spiriti”, “spiritelli”, “razzi” (cioè: “raggi”; niente di pirotecnico), “frecce”, “strali”, “dardi” (con commistione con le frecce di Amore) uscire dagli occhi dell’amata per penetrare, via occhi o colpendolo al petto (nel cuore), nel corpo del poeta. Guido Cavalcanti:

Voi che per li occhi mi passaste ‘l core
e destaste la mente che dormia,
guardate a l’angosciosa vita mia,
che sospirando la distrugge Amore.
E’ vèn tagliando di sì gran valore,
che’ deboletti spiriti van via:
riman figura sol en segnoria
e voce alquanta, che parla dolore.

Questa vertù d’amor che m’ha disfatto
da’ vostr’occhi gentil’ presta si mosse:
un dardo mi gittò dentro dal fianco.
Sì giunse ritto ‘l colpo al primo tratto
che l’anima tremando si riscosse
veggendo morto ‘l cor nel lato manco.

Un commento esplicativo qui.

Ma la proposta di Nicolas è accolta da pochi, e lo standard che si afferma è che il raggio, quando c’è (perché non sempre c’è), scenda dall’alto (eventualmente emanando dalla figura del Padre; eventualmente accompagnato da una colomba: ma di queste variazioni perleremo un’altra) e si posi sul capo o sul petto di Maria. Ad esempio, nell’Annunciazione del Beato Angelico conservata al Prado (ne abbiamo già parlato) il raggio cade tra il viso e il petto di Maria:

Beato Angelico, 1430-1432, tempera su legno, 154x194 cm, Museo Del Prado, Madrid.

Beato Angelico, 1430-1432, tempera su legno, 154x194 cm, Museo Del Prado, Madrid.

Dove dobbiamo ricordare che il petto, ovvero il “seno”, è comunque un eufemismo per il ventre (vedi l’Ave Maria, dove Gesù è descritto come “frutto del seno” di Maria).

Come molti altri Vincenzo Fato, pittore pugliese del Settecento, molto pudicamente fa cadere il raggio non sul viso o sul petto ma sul capo chino di Maria:

Vincenzo Fato, Castellana Grotte 1705-1788. Annunciazione.

Vincenzo Fato, Castellana Grotte 1705-1788. Annunciazione.

Guido Reni sceglie qualcosa di simile alla “pioggia d’oro”:

Guido Reni, bologna 1575-1642. Annunciazione.

Guido Reni, bologna 1575-1642. Annunciazione.

Se ci pensiamo, ciascuna di queste immagini implica un modo diverso di incarnazione e generazione. Il raggio negli occhi, abbiamo già detto, rimanda a tutta una fisiologia del tempo. Il raggio sul viso è simile ma, diciamo così, meno “fisiologico”. Il raggio sul capo chino è ormai del tutto “non fisiologico” (non si tratta di un concepimento telepatico): rimanda piuttosto all’umiltà della serva (Magnificat: “Il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, / perché ha guardato l’umiltà della sua serva”, Lc 1, 47). La pioggia d’oro si allontana ancor più dalla fisiologia. Il raggio diretto al grembo (l’abbiamo visto nel film Gesù di Nazareth diretto da Zeffirellli) è, per così dire, un ritorno alla fisiologia.

Sant’Agostino sosteneva che poiché l’angelo non aveva fatto altro che parlare (non aveva toccato Maria ecc.), la fecondazione doveva essere avvenuta attraverso le parole. Si parlò quindi di fecondazione auricolare, anche sulla scorta di una delle tante tradizioni non riconosciute ufficialmente (i cosiddetti vangeli apocrifi), ossia il Vangelo armeno dell’infanzia. Nel quale si legge (V, 7-9; fonte)

Ed ecco venne l’angelo del Signore e si avvicinò a lei, pur essendo chiuse le porte. L’essere incorporeo le apparve sotto forma corporale e le disse: «Rallegrati, vergine Maria, serva immacolata del Signore!». All’improvvisa apparizione dell’angelo, Maria prese paura e per il turbamento non fu capace di rispondere. Allora l’angelo le disse: «Non temere, Maria, tu sei benedetta fra le donne! Io sono l’angelo Gabriele, mandato da Dio per dirti questo: ecco che tu diventerai incinta e partorirai il figlio dell’altissimo. Egli sarà un grande re su tutta la terra». «Di chi parli tu?» domandò Maria, «e che cosa stai dicendo? Spiegamelo!». «Quello che ti ho detto» rispose l’angelo «l’hai udito dalla mia bocca: accetta la rivelazione del messaggio che ti ho fatto, e rallegrati». Maria disse: «Ciò che sento da te è di una novità sconcertante e mi riempie di stupore e di stordimento: io concepirò e partorirò come tutte le donne! Come succederà questo a me che non conosco uomo?». Le disse l’angelo: «O Santa vergine Maria, non avere di questi dubbi, ma cerca di capire quello che ti ho detto. Non succederà in questo modo. Infatti non vi sarà intervento di creatura umana: né di un marito né della volontà di un altro uomo , ma della potenza dello Spirito Santo, che abiterà in te e farà di te come gli piacerà». Disse Maria: «Ciò che tu mi dici mi sembra straordinario e difficile a credersi. Non mi posso convincere e rassegnare alle tue parole, perché i prodigi di cui tu mi parli sono stupefacenti a raccontarsi e inverosimili nella realtà. A sentirti parlare il mio cuore freme di paura e trema. Il mio animo è agitato dalla perplessità e io non so che risposta dare ai tuoi consigli». «Perché ti turbi perché trema il tuo cuore?», le disse l’angelo.
«Se è così come tu dici avvenga di me e secondo la tua parola!».
Nel medesimo istante che la Santa vergine diceva queste parole e si umiliava, il Verbo di Dio penetrò in lei attraverso l’orecchio, e la natura intima del suo corpo, da esso animata, venne santificata in tutti i suoi organi e i suoi sensi e purificata come l’oro dentro il crogiuolo. Ella divenne un tempio sacro, immacolato, dimora della divinità. In quel momento cominciò la gravidanza della santa vergine. Quando l’angelo aveva portato la buona novella Maria era il 15 di Nisan, cioè il 6 aprile, un mercoledì, alla terza ora.

Rappresentare una fecondazione auricolare non è esattamente la cosa più semplice. Potremmo vedere qualcosa del genere in certe Annunciazioni nelle quali vediamo molta intimità tra l’angelo e Maria, come in questa di Andrea del Sarto:

Andrea del Sarto, Firenze 1486-1530. Annunciazione (1512), Palazzo Pitti.

Andrea del Sarto, Firenze 1486-1530. Annunciazione (1512), Palazzo Pitti.

Dove però l’attenzione di chi guarda è attirata per prima cosa su Maria (il suo viso è illuminato, quello dell’angelo è posto discretamente in controluce): se questa è – più che altre Annunciazioni – una scena di dialogo, quasi di conversazione, non si può sostenere che sia veramente focalizzata sulle parole.

E infatti perché le parole dette dall’angelo risultino visibili, bisogna materialmente scriverle nel quadro. Una soluzione interessante è quella adottata alla fine del Trecento da Melchior Broederlam:

Melchior Broederlam (fine Tre, inizio Quattrocento), pala d'altare per la Chartreuse di Champmol, pannello Annunciazione-Visitazione (1393-1399)

Melchior Broederlam (fine Tre, inizio Quattrocento), pala d'altare per la Chartreuse di Champmol, pannello Annunciazione-Visitazione (1393-1399)

Il Signore (in alto a sinistra) emette il raggio: non dalla mano, ma dalla bocca. Si tratta quindi di un raggio-soffio, parente del soffio con il quale fu data vita ad Adamo (“il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente”, Gn 1, 7), che però è anche un raggio e, arrivando sul capo di Maria, si presenta come pioggia d’oro. Nel frattempo, l’angelo esibisce le sue parole srotolando una striscia di pergamena (un filatterio) che come un serpente ammaestrato s’attorciglia e si dirige verso Maria:

Particolare del precedente.

Particolare del precedente.

Commenta Idixa:

Dove va la voce? Nell’orecchio. E’ il suo luogo di riversamento più naturale. La Santa Vergine fecondata attraverso l’orecchio assume lo statuto di una mezza-vergine (o di una anti-vergine): intatta nel sesso, ma deflorata nell’orecchio. La sua verginità è un’antifrasi dalla quale affiora la sua infecondità. Perché non è lei a pro-creare il bambino, lei si accontenta di fabbricarlo (benché, circa la contentezza che lei ne trae, nessuno di dica niente)

Ma tutte queste cose qui, potrebbero pensare i nostri lettori e le nostre lettrici, non saranno pure e semplici menate? Se si vuole, sì. Ma se vi mettete nei panni di chi a questa storia ci crede, o nei panni di chi deve metterla in scena (per un pubblico di credenti), vi rendete conto che menate non sono. Ad esempio, quanto più “fisicamente” immaginiamo (ed eventualmente rappresentiamo) il concepimento, tanto più penseremo a Maria come a una donna e a suo figlio Gesù come a un uomo; e viceversa. Ci furono credenti (ritenuti eretici, combattuti e fatti fuori) convinti che il corpo di Gesù fosse una mera apparenza creata dal Signore (mentre la chiesa cattolica sosteneva e sostiene che Gesù è “vero Dio e vero uomo”, “generato e non creato”); essi quindi, in sostanza, negavano una relazione di generazione tra Maria e Gesù.

Ciò che ripugnava loro non era tanto la maniera del concepimento quanto il fatto stesso del concepimento (la formazione di carne in un utero),

spiega Raymond E. Brown [2]. Mentre i cristiani di origine giudea trovavano a volte ripugnante l’idea che il loro Signore – del quale, va ricordato, mai il giudaismo espresse un’immagine antropomorfa – avesse figliato: e quindi accettavano Gesù come Messia avente un’origine puramente umana e benedetto dal Signore, esattamente come Davide, del quale era discendente – via Giuseppe – e continuatore.

La questione (con tutte le sue implicazioni cristologiche, teologiche eccetera, e anche – ciò che ci interessa – iconografiche) fu discussa durante tutto il tempo della cristianità. Ancora da Pelaja e Scaraffia:

[A partire dal XII secolo], nella ricerca di una spiegazione la scienza si intreccia, però, con la teologia, e le due diverse teorie mediche della generazione allora prevalenti – cioè quella aristotelica e quella galenica – sono scelte anche in rapporto al ruolo mariano che suggeriscono. I domenicani seguono Tommaso d’Acquino nel considerare la concezione di Cristo come miracolosa e naturale insieme: in assenza di sperma, che secondo la teoria aristotelica dovrebbe costituire il materiale per la formazione del feto – per il filosofo greco, infatti, l adonna sarebbe semplicemente un contenitore, e rimarrebbe passiva nella generazione -, sarebbe stato usato il sangue materno, ma un sangue puro, non quello impuro delle mestruazioni. I francescani, invece, che volevano ampliare la partecipazione di Maria all’Incarnazione, preferirono la teoria galenica, secondo la quale, per la fecondazione, è indispensabile l’emissione di un seme femminile, provocato dal piacere carnale. Questa teoria, però, pur dando più importanza al ruolo biologico della madre, apriva il problema del piacere, e quindi della verginità totale di Maria: i francescani lo risolsero non parlando di semen – che avrebbe richiamato subito l’idea di piacere – ma sostenendo che lo Spirito Santo aveva fatto sì che la vergine producesse la materia per il feto per via soprannaturale. [3]

Tra le varie soluzioni proposte, la più strepitosa è forse quella trovata dall’abate Pierquin, autore nel 1742 di una Dissertazione fisico-teologica circa la concezione virginale di Gesù che ancora si ristampa. Secondo Pierquin i processi biologici della gravidanz di Maria furono esattamente gli stessi che avvengono in ogni gravidanza: poiché l’ovulo prodotto dalla donna racchiude i tratti principali del nascituro, evidentemente bastò che mancando l’attivatore dell’ovulo, ossia lo sperma, lo Spirito Santo provvedesse in sua vece ad attivarlo (fonte).

La questione, alla fin fine, resta controversa. Al punto che la chiesa cattolica ha ritenuto opportuno definirla con dichiarazioni dogmatiche (i link rimandano a voci di Wikipedia):
– nel 431 il Concilio di Efeso proclamò Maria “Madre di Dio” (intendendo quindi che il corpo di Gesù era un vero corpo umano, e che egli possedeva le due nature);
– nel 553 il secondo Concilio di Costantinopoli stabilì la “verginità perpetua di Maria” (dichiarata vergine prima, dopo, e presumo anche durante il parto);
– nel 1854 Pio IX proclamò la immacolata concezione di Maria (cioè che Maria sarebbe nata, diversamente da tutto il genere umano posteriore ad Adamo ed Eva, senza il “peccato originale”);
– e finalmente nel 1950 Pio XII proclamò l’assunzione di Maria in cielo (dalla quale consegue che il corpo di Maria non ha fatto la fine di tutti i nostri corpi: non si è decomposto, non è stato divorato dai batteri ecc.).

Come si vede, si è andati progressivamente verso una sorta di “disumanizzazione” di Maria, resa sempre più “santa”, sempre più “pura”, eccetera. Il che non è senza conseguenze cristologiche (se il dio si incarna in una donna, è un conto; se il dio si incarna in una donna così speciale da essere praticamente non umana, è tutt’altro conto). Le conseguenze di questo lungo viaggio di Maria verso la smaterializzazione sono ben visibili nell’iconografia. Basti confrontare l’imponente corporalità della Madonna del parto di Piero della Francesca….

Piero della Francesca, Madonna del parto, 1455. Affresco (260x203 cm). In Santa Maria di Momentana, Monterchi.

Piero della Francesca, Madonna del parto, 1455. Affresco (260x203 cm). In Santa Maria di Momentana, Monterchi.

… con le lievissime immagini della Madonna di Lourdes

Santino. Immagine di autore ignoto.

Santino. Immagine di autore ignoto.

… della quale l’artista Louise Veronica Ciccone, in arte Madonna (madre, si noti, di una bimba di nome Lourdes) costituisce un interessante, è il caso di dirlo, contraltare:

Louise Veronica Ciccone, in arte Madonna. Immagine dal videoclip della canzone "4 minutes".

[1] M. Pelaja, L. Scaraffia: Due in una carne. Chiesa e sessualità nella storia, Laterza 2008, p. 67.
[2] Raymond E. Brown, La nascita del Messia, Cittadella Editrice 2002, tr. Giampaolo Natalini e Alberto Marinetti, p. 721.
[3] Pelaja e Scaraffia, p. 68.

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8 Risposte to “Da che parte si entra?”

  1. andrea branco Says:

    primo rigo: “dovre” invece di “dovere”. a parte il refuso, bel pezzo.
    a me stanno antipaticissime le Winx e non ce le avrei messe, e però… va bene così. ciao.

  2. giuliomozzi Says:

    Ho corretto. Grazie.

  3. andrea barbieri Says:

    Che bello!

  4. Mary Says:

    Molto interessante.

  5. Maggietheflower Says:

    Concordo con Mary.. inoltre la Madonna di Piero della Francesca è sempre stata la mia preferita tra tutte, perchè la rende umana; è una donna, incinta, con tutte le noie del suo stato d’essere: il viso scocciato, la mano sulla pancia.. sembra quasi voglia dire “ma quando esci?”, pensiero che accomuna tutte le quasi mamme arrivate al nono mese di gravidanza (nel dipinto, se non è il nono è l’ottavo). E’ il mio preferito perchè non allontana Maria dalle donne comuni, non la rende “superiore”. Maria era una ragazzina quando è stata scelta,una donna quando è stata scelta, e mi sembra giusto mostrare il suo lato umano. Non trovo nulla di irriverente in tutto questo, anzi, ripeto, mi sembra un ottimo modo per avvicinare la figura di Maria a noi.. di solito viene rappresentata prima di partorire o dopo aver partorito, con Gesù in braccio, in due momenti quindi dove è nobile, irreale, lontana da noi.

    Complimenti per la scelta dell’argomento, è molto interessante. A presto.😉

  6. massimo Says:

    verso la fine prolamò invece di proclamò.
    Grazie

  7. ludeangeli Says:

    @massimo

    grazie a te per la segnalazione.
    adesso è ok.

  8. gioia aleardo Says:

    Rassegna dell’annunciazione molto ben fatta, complimenti. Di grande utilità sarebbe dare riferimenti per chi ne voglia sapere di più. Grazie

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