I Preraffaelliti #1 – Dante Gabriel Rossetti

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If you walk down Piccadilly with a poppy or a lily in your medieval hand…

da Patience or Bunthorne’ s Bride, Gilbert&Sullivan, 1881

Incipit Vita Nova, Aubrey Beardsley, inchiostro e china bianca su carta, 1893 circa. Prende spunto dal dipinto Beata Beatrix di Rossetti, del 1864

Incipit Vita Nova, Aubrey Beardsley, inchiostro e china bianca su carta, 1893 circa. Prende spunto dal dipinto Beata Beatrix di Rossetti, del 1864

Che qualcuno si sia mai aggirato per Piccadilly con un papavero o un giglio in mano – una mano medievale, la sua mano – è davvero cosa di poca importanza, una di quelle cose, appunto, per cui si dice che tanto valga il pensiero: come le viole, il pensiero, ma in materia di fiori stiamo a questo punto divagando. Wilde che normalmente usava appuntarsi alla giacca un garofano verde – un garofano bianco fumigato di zolfo -non portò probabilmente mai a spasso per Londra un girasole: ancora una divagazione allora è il papavero, o il giglio, della canzone, una trovata metrica comunque davvero molto appropriata. Questione di fiori anche la stradina di Ruskin, una stradina di campagna bordata di fiori a Ferry Hinksey in luogo di un viottolo paludoso, cooptando a tal scopo i propri allievi oxoniani – tra i quali anche Wilde – nel 1875 o giù di lì. Curiamo la campagna. À Rebours: questione di Ruskin, invece, e di Oxford per affiliazione, capitò un giorno, peraltro non memorabile, che fu il 1849 e tali Dante Gabriel Rossetti, William Holman Hunt, John Everett Millais – con altri quattro per un totale di sette [1]– fondarono la Confraternita dei Preraffaelliti. Se un molto corretto fascicoletto dedicato, Art Dossier Giunti, che a mani giunte come pochi si attiene ai fatti astenendosi i giudizi, a esser per quanto possibile esaustivo e cauto, e sì divulgativo, sì brevemente consuntivo e a poco prezzo – ancora in lire!-, ma certo affidabile, certo senza pretese, ma affidabile in un senso che definirei quasi religioso, non tanto per la fede quanto per atto di diligenza, e insomma bravo!: ecco, dicevo, se quel mio bravo Art Dossier Giunti di liceale memoria riporta “ Pittura interessante, ma priva di quel senso di sintesi in grado di illuminare la forma che si ritrova in altri fenomeni, magari meno determinati sul piano dei contenuti ma capaci di affermare i principali simboli della contemporaneità come sostanza della vita moderna”, è legittimo sentire quell’aria di minori, in narrativa odore fastidioso d’editore a pagamento, che fa rientrare i Preraffaelliti di diritto nella categoria dei nani più alti del mondo. Io stessa non sono molto alta. Quant’era alto John Ruskin?

Ritratto di John Ruskin, John Everett Millais,1853-54

Ritratto di John Ruskin, John Everett Millais,1853-54

A differenza di Walter Pater, autore dei celebri Studi sulla Storia del Rinascimento, John Ruskin esaltava il medioevo per ragioni tendenzialmente etiche, sottolineando le particolari istanze spirituali del periodo gotico, ” mentre a suo giudizio” – la sintesi è di Richard Ellmann, autore della bella biografia di Oscar Wilde edita in Italia da Mondadori – “l’epoca rinascimentale tanto più fioriva, tanto più degenerava”. Andando incontro ad un revival del medioevo, e in generale nel senso di un interesse coevo piuttosto diffuso per la pittura cristiana primitiva, prendendo in parte spunto anche dall’esperienza tedesca dei nazareni attivi in quegli anni, Rossetti e soci rifiutavano Raffaello in virtù del un supposto perpetrato tradimento di verità, il dato reale come merce di scambio – e scambiato, allora ecco: l’ideale di bellezza. La critica alla bellezza ideale dell’ultimo Raffaello della Trasfigurazione, così poco semplice, così poco spirituale, o a Michelangelo giudicato troppo “turgido e architettonico”, li portò a declinare i temi in senso arcaicizzante, con un interesse al dato di realtà grossomodo limitatamente stilistico, ma di fatto un antico-onirico-sospeso completamente al di fuori del tempo, prodotto come non mai d’immaginario, d’idealismo romantico lì lì per diventare decadente, e una robusta dose di morality vittoriana. Naturalmente poi c’era anche la polemica nei confronti della pittura accademica, perché da sempre l’accademia piace solo agli accademici. L’oggetto del contendere qui si spostava più su un piano tecnico e stilistico, in particolare contro la stesura “fangosa” del colore dei densi spessori cromatici della Royal Academy, dalle chiare influenze tardobarocche e venezianeggianti. Fu così che nel 1850 Dante Gabriel Rossetti dipinge un quadro tutto bianco – Ecce Ancilla Domini.

Ecce Ancilla Domini, Dante Gabriel Rossetti, 1850, Londra, Tate Gallery

Ecce Ancilla Domini, Dante Gabriel Rossetti, 1850, Londra, Tate Gallery

Finchè fu un’alba in casa,

si svegliò nel suo bianco letto, e non ebbe per niente paura,

ma pianse fino al tramonto, e si sentì tremare:

perché la pienezza del tempo era giunta.

Dante Gabriel Rossetti – Mary’s Girlhood (for a Picture)

Ecce Ancilla Domini segue un altro dipinto di Rossetti, strong in grave peace; in pity circumspect: L’Adolescenza della Vergine, primo olio importante eseguito da Rossetti che all’epoca ha circa vent’anni (1848-1849), ad essere contrassegnato dal “marchio” P.R.B. (Preraphaelite Brotherhood). Sono entrambi soggetti tipici della prima fase del movimento definita stilisticamente “hard hedge”, dai contorni piuttosto rigidi e gli impianti severi, con una certa pulizia o levità di fondo, mentre a livello di contenuti tratta la scena religiosa degli episodi minori, appellandosi ad un senso contemplativo che spesso sconfina nel quadro di genere (è più marcatamente il caso dell’Adolescenza, con Gioacchino sul fondo che cura la vite).

Girlhood of Mary Virgin, Dante Gabriel Rossetti, 1848-1849, Londra, Tate Gallery

Girlhood of Mary Virgin, Dante Gabriel Rossetti, 1848-1849, Londra, Tate Gallery

E a vent’anni Rossetti tratta il tema dell’Annunciazione “all’antica”, con l’idea di rifarsi a Cimabue e Giotto, ma ottenendo nei fatti un risultato sorprendentemente innovativo: anche solo limitandosi a questo, alla prospettiva sballata alla prima occhiata, e in modo molto banale si confrontano il letto, la finestra e l’angolo della stanza in cui il pavimento -apparentemente molto inclinato- si confonde alle pareti e la figura di Maria rannicchiata contro il muro ruota le ginocchia mentre l’angelo tende in avanti nel porgerle il giglio, occupa uno spazio tridimensionale sui generis perché in realtà tutto è molto schiacciato senza esserlo – e se si dice che “traspone in pittura la verticalità della contemporanea grafica al tratto”, ecco che questo è di certo più giusto. Rossetti disse che allora c’era una ragione per tutto quel bianco, a proposito di Whistler e di tutti quei quadri bianchi, che diventeranno molto in voga negli anni Settanta: un’aria di pre-simbolismo, un vuoto d’aria – conturbatione – un mettere nel levare, al di fuori dell’idea di sottrazione che abbiamo oggi, al di fuori della nostra stessa idea di bianco: un angelo senza ali [2] (la tunica sbracciata degli angeli si chiama Dalmatica – l’aureola aureola, per quel che ne so io) in mano ha un giglio tre volte fiorito ed è tutto molto poco, un’infanzia bianco azzurra, con un presentimento di rosso nei capelli.

Promise me no promises,

So will I not promise you:

Keep we both our liberties,

Never false and never true:

Let us hold the die uncast,

Free to come as free to go:

For I cannot know your past,

And of mine what can you know?

You, so warm, may once have been

Warmer towards another one:

I, so cold, may once have seen

Sunlight, once have felt the sun:

Who shall show us if it was

Thus indeed in time of old?

Fades the image from the glass,

And the fortune is not told.

If you promised, you might grieve

For lost liberty again:

If I promised, I believe

I should fret to break the chain.

Let us be the friends we were,

Nothing more but nothing less:

Many thrive on frugal fare

Who would perish of excess.

Christina Georgina Rossetti, Promises like Pie-Crust

note:

[1] La formazione iniziale completa: Dante Gabriel Rossetti, William Holman Hunt, John Everett Millais, Thomas Woolner, James Collinson, Frederick George Stephens e William Michael Rossetti (fratello di Dante). Nel tempo alcuni se ne dissociarono, altri se ne aggiunsero. I Preraffaelliti su Wikipedia: per farsene un’idea è più che o.k. .

[2] da notare invece l’ala di Maria-Chistina Rossetti: è l’ombra del suo corpo contro il muro.

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